di Angelo Picariello

Per Bartolomeo Romano, già membro “laico” del Csm dal 2010 al 2014, «combattere il sovraffollamento nelle celle significa favorire la sicurezza collettiva, non il contrario. Zuppi e la Cei ci incoraggiano, con noi ci sono già anche l’Anm e le Camere penali. Ora risposte da cultura e politica»

Una casa circondariale in Italia: ormai in carcere ci sono circa 20mila detenuti in più rispetto alla capienza consentita.Una proposta di “indulto responsabile” per dare una risposta alla situazione drammatica – e anche incostituzionale – di sovraffollamento delle carceri. Sono attualmente 65.933 le persone detenute in Italia, a fronte dei 51.345 posti disponibili, ma di questi 5.047 sono inagibili, per cui i posti effettivamente disponibili sono 46.298, e i detenuti “eccedenti” sono quindi 19.635, peraltro con forte carenza di agenti in organico.
Bartolomeo Romano, ordinario di Diritto penale a Palermo, che è stato anche membro “laico” del Csm dal 2010 al 2014, è uno dei primi firmatari dell’appello: «Siamo persone che hanno differenti inclinazioni culturali, politiche e persino religiose e abbiamo evitato di caratterizzare politicamente questa iniziativa – spiega – anche perché sappiamo bene che i provvedimenti di clemenza collettiva hanno bisogno dell’adesione di almeno i due terzi dei membri di ciascuna Camera, e solo una forte spinta dal basso può indurre le forze politiche a prendere posizione». Per sostenere l’iniziativa, alla quale ha aderito anche la Conferenza episcopale italiana, è possibile andare al sito www.indultum.it e sottoscrivere l’appello.